Le MMA

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Perché le MMA si praticano dentro una gabbia?

Uno degli elementi che maggiormente stimola la fantasia di coloro i quali si avvicinano alle arti marziali miste, è senza dubbio la gabbia.  Di forma e dimensioni variabili (secondo la scelta della federazione),  è una struttura in metallo e materie plastiche, che delimita la zona di gara. Se le MMA fossero praticate sul ring, come accade per la Muay Thai o la boxe, una proiezione particolarmente cruenta potrebbe risolversi con la caduta di uno dei due fighters al di fuori del ring, con conseguenze estremamente gravi. Lo spazio chiuso invece, delimita la zona d’azione dei combattenti garantendone la sicurezza. Ovviamente è anche possibile combattere sul tatami.

 

Quali sono le regole da rispettare?

Nel corso degli anni, le varie promotions (UFC, Pride, Strikeforce, Bellator) hanno apportato modifiche di vario genere ai regolamenti di gara tanto che l’amatissima clausola “No holds barred” (con riferimento al contratto in cui si segnano con una x le tecniche vietate) non è più utilizzata. Per garantire la sicurezza degli atleti, che combattono a contatto totale, è indispensabile barrare qualche casella per impedire rischiosi infortuni e tecniche particolarmente  pericolose. Rispetto ai bassifondi brasiliani i regolamenti più evoluti vietano i morsi, le ditate negli occhi, nessun colpo sotto la cintura. È possibile colpire l’avversario quando questi giace al tappeto, anche se gli arbitri si riservano la possibilità di interrompere il match quando la sicurezza di uno dei due contendenti sia in pericolo. Pertanto, l’avversario al suolo potrà essere colpito con pugni (ground ‘n pound) ma non con calci, gomiti e ginocchiate.  Anche la passività e sanzionata dall’arbitro che invita i contendenti a combattere, quando questi evitino lo scontro.

 

E il grappling?

Solitamente rappresenta il primo scoglio per il fighter MMA, spesso proveniente da una arte marziale tradizionale che non comprende le dinamiche della lotta al suolo.  È buona norma preparare il combattente ad affrontare il takedown dell’avversario e a cercare il modo migliore per uscire vincitore dalla contesa.  La preparazione fisica viene curata nel dettaglio, poiché l’attività richiede capacità atletiche di alto livello.

Tra i vari stili di lotta che il fighter può praticare, ci sono il wrestling (quello delle universitario statunitense, non le pagliacciate televisive con i bodybuilders in maschera!), la luta livre brasileira, il brasilian ju jitsu, il sambo. La perfetta padronanza di uno stile di lotta è basilare per il novizio che voglia combattere a contatto totale (full contact) ed anche per il dilettante che voglia invece cimentarsi nei previsti incontri a contatto leggero, dove non è contemplata la possibilità di K.O.

 

Ci vogliono requisiti particolari per praticare MMA?

L’unico requisito indispensabile è quello di essere disposti a lavorare duramente ed  a sacrificarsi, in ragione dei risultati da raggiungere: l’agonista vive da agonista, seguendo i consigli del coach che ne cura la preparazione e che lo accompagnerà fino all’angolo di gara. Un certificato medico di sana e robusta costituzione sarà richiesto a tutti i praticanti. Gli agonisti (sia nel grappling che nell’MMA od in altra disciplina praticata all’interno della sede del team) dovranno sostenere visita medico sportiva e produrre certificato di idoneità. Per gli sport e le competizioni che prevedono la possibilità del knock out, è indispensabile anche un elettroencefalogramma.

 

Sono previste attività di avvicinamento al combattimento per coloro i quali si accostano per la prima volta a questo mondo?

Periodicamente saranno organizzati eventi denominati “SPARRING DAY”, in cui il praticante potrà scontrarsi con altri atleti dello stesso livello. Sappiamo bene a quale stress emotivo sia sottoposto chi si accinge a gareggiare per la prima volta ed uno sparring day principianti è sicuramente il modo migliore per rompere il ghiaccio.

 

Mi piacerebbe gareggiare, tanto nel grappling quanto nell’MMA.

A seguito di una preparazione mirata all’agonismo, il praticante potrà provarsi sui vari campi di gara iniziando, gradualmente con il grappling (classe C,B,A) e poi con l’MMA (light e full contact). E’ sconsigliabile iniziare immediatamente con i combattimenti a contatto pieno, che per loro natura richiedono  una preparazione mirata molto particolare.

 

Sono previste altre discipline oltre a quelle già descritte?

E’ in programma l’apertura di corsi di Pugilato, Wushu tradizionale e moderno, Sanda (boxe cinese), Tai chi, Capoeira, Judo, Krav Maga, Karate. Periodicamente pubblicheremo notizie, tramite le pagine del nostro sito, riguardo l’avvio di nuovi corsi.

 

Perché Fight 360?

Per anni, tra i praticanti di arti marziali e sport da ring,  ha tenuto banco la discussione sulla superiorità di uno stile sull’altro: i pugni della boxe sono devastanti, ma i thai boxer sono veri killers. Invero i praticanti di arti marziali tradizionali giurano sull’efficacia del kung fu, salvo ricordare che il karateka  Masatsu Oyama uccise un toro con un pugno. Tralasciando questi inutili discorsi, siamo convinti che non ci siano sfere di energia da padroneggiare o colpi segreti che possono rendere invincibile il praticante. Solo la dedizione all’allenamento potrà rendere l’atleta, un fighter completo, a 360 gradi, in grado di competere contro qualsiasi avversario in qualunque situazione di combattimento sia essa in piedi o al suolo.

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