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Gli sport da combattimento rappresentano la prima, naturale evoluzione nello sviluppo dell’essere umano che conquista la posizione eretta.  Il primate si muoveva nel suo habitat con l’ausilio degli arti anteriori: l’evoluzione ha consentito che l’uomo camminasse sulle gambe ed iniziasse a difendersi afferrando il proprio avversario (movimento che risulta naturale anche ad alcune scimmie, confermandosi come la prima reazione aggressiva di un essere vivente). Il combattimento con calci e pugni sarà una conquista dei secoli seguenti.  Già i Sumeri e gli Egiziani possedevano tecniche di lotta a mani nude con proiezioni, leve, disarticolazioni. In seguito, la grande Grecia classica e la sua mitologia, ci hanno regalato il Pankration (da pan “tutto” e kratos “potere”), un tipo di lotta più completo della “orthopale”, poiché comprendente pugni, calci, ginocchiate, colpi di gomito, morsi, testate, tecniche di acrocorismo (rottura delle dita). La mitologia fa risalire l’invenzione di questo stile ad Ercole e Teseo, che utilizzavano ogni mezzo per avere la meglio contro i nemici.

Con i secoli, diversi tipi di combattimento si sono diffusi nel mondo, provenienti per lo più dal lontano oriente. Kung Fu, karate, ju-jitsu , aikido e molte altre arti marziali sono apparse gradatamente in Europa e negli Stati Uniti, talvolta infarcite di misticismo per mascherare gli effettivi limiti tecnici che ciascuna disciplina portava inevitabilmente con sé.  Ai giorni nostri, dalla muay thai alla kick boxing, gli sport da combattimento si sono diffusi prepotentemente  in tutto il mondo, grazie alla spettacolarità offerta dalle performance dei professionisti.

Questa tradizione è oggi portata avanti dal Vale Tudo brasiliano e dalle MMA statunitensi, tornei con regolamenti più o meno permissivi, nati originariamente con l’intenzione di potere stabilire quale fosse l’arte marziale più efficace.

Nei primi tornei UFC, la risposta all’interrogativo sorprese non poco i teorici delle arti marziali: i praticanti di luta livre brasileira e Bjj (uno stile di Ju Jitsu sviluppato da Carlos Gracie sulla base dei suoi studi sul Judo) avevano facilmente la meglio sui  pur quotatissimi combattenti di kickboxing, savate, thai boxe. Oltre al k.o.,  il grande Royce Gracie aveva insegnato al mondo che prese, leve e strangolamenti potevano far tanto male quanto ai pugni, dimostrando che anche al suolo, un combattente non si tira indietro e studia qualunque tecnica e strategia che possa fargli aver la meglio sull’avversario.

Il mondo delle arti marziali era cambiato per sempre, l’era della steel cage era proprio dietro l’angolo.

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